Leggete le esperienze degli italiani a Sofia e condividi anche la tua compilando il questionario nella sezione dedicata.

Mi sono trasferito a Sofia dal 2013. In Italia ormai da tempo si fa la guerra a chi produce ricchezza con la falsa motivazione di aiutare le persone deboli e di ridurre le diseguaglianze. Chi crea lavoro è un nemico pubblico da penalizzare in qualsiasi modo e in periodi di crisi o fallisce o previene e si trasferisce all’estero. La conseguenza è che ne risentono proprio i più deboli che perdono il lavoro e i sussidi a causa del minore gettito. La Bulgaria è il Paese ideale da questo punto di vista, un Paese che per risollevarsi ha avuto la lungimiranza di attrarre capitali stranieri con una tassazione bassissima e una burocrazia inesistente. Questo non significa che la Bulgaria sia un paradiso, ma complessivamente la consiglio.

Roberto

Imprenditore

Abito a Sofia nel quartiere di Lozenets. Ho lavorato dal 1993 al 2000 come agente di commercio, poi sono andato in pensione ma posso dire che non mi sono trovato né male né bene, preferisco vivere in Italia, in Bulgaria ci vivo per circa due mesi all’anno, la mia residenza è e rimane in Italia. La Bulgaria mi è stata imposta per lavoro. Dalla mia esperienza diretta posso affermare che la Bulgaria è molto indietro rispetto ad altri paesi europei ma sta migliorando molto velocemente. Mi sono trovato abbastanza bene con l’ambasciata italiana a Sofia, in passato dovevo richiedere dei visti e non ho avuto nessun problema. A chi sta pensando di trasferirsi a Sofia o in Bulgaria dico di pensarci bene: l’Italia e sempre un bel paese sia come clima e gente e poi l’assistenza medica in Bulgaria lascia molto a desiderare.

Carlo

Pensionato

Abito a Sofia da 5 anni e mi trovo abbastanza bene. Mia moglie è bulgara e in Bulgaria il costo delle vita è molto inferiore all’Italia. Mancano infrastrutture, sono molto razzisti e provinciali, il livello medio di cultura ed educazione e più basso che in Africa e non ci sono molti divertimenti o cose da fare. La vita costa poco, per i single le donne sono molto disponibili, basta far capire loro che avranno un ritorno economico. Agli italiani consiglio di trasferirsi solo se si hanno abbastanza soldi per mantenersi, di non pensare di creare business qui senza una caterva di soldi, di non pensare di poter innovare la bulgaria, é una terra per sfigati o pensionati. sono davvero pochi gli italiani che hanno avuto successo nel business e il successo lo avevano già prima in Italia.

Enrico

Manager

Ho 68 anni e vivo a Sofia. Venni a titolo esplorativo per la prima volta nel dicembre del 2001 e mi trasferii definitivamente nel marzo del 2002. Nonostante la mia difficoltà circa l’apprendimento di questa lingua (ma per colpa mia) mi trovo benissimo e non rimpiango l’Italia. Dopo un lungo periodo di vedovanza conobbi a Roma una bulgara (quasi mia coetanea) che sposai. Lei rimase con me circa un anno ma non riuscendo a trovare un lavoro all’altezza delle sue capacità professionali, decidemmo che facesse ritorno a Sofia riprendendo il suo lavoro ed io l’avrei raggiunta alcuni mesi dopo visto che stavo andando in pensione. Ho scelto Sofia e la Bulgaria quindi per ragioni familiari in primis. Il fattore economico è stato importante ma non determinante per questa scelta. Come lavoro faccio l’allegro casalingo pensionato. E’ mia moglie che lavora ancora, insomma ci siamo invertiti i ruoli. Quello di negativo che riscontro nei bulgari è un po’ questo atteggiamento che noto rassegnato e scoraggiato nei confronti del loro Paese e che si traduce poi in un assenteismo nei confronti della politica. Fatta eccezione per la ubriacatura che presero all’epoca per Simeon, non si registra mai, in sede di elezioni, un’affluenza alle urne che raggiunga almeno il 50% degli aventi diritto al voto. Vale allora quel detto: se il popolo non si interessa della politica perchè la politica si deve interessare del popolo? Mia impressione comunque. Di positivo ho notato il carattere aperto e socievole del bulgaro soprattutto nei confronti dello straniero. L’italiano in Bulgaria è ben visto ed apprezzato, e non cosa da poco visto come non lo siamo in altri posti d’Europa. La shopska salata i rakja sono molto buoni. Mi sono iscritto all’AIRE, mi hanno rifatto la carta d’identità italiana, ci invitano tutti gli anni al ricevimento che l’Ambasciatore fa a tutti gli italiani in occasione del 2 giugno. In ambasciata sono molto gentili e disponibili con i connazionali.  Consiglio di venire qui prima in fase esplorativa e conoscitiva e poi eventualmente trasferirsi che non è un passo da poco.

Manuel

Pensionato

Abito a Sofia da 10 anni e mi trovo benissimo. Il mangiare non è come in Toscana… e le persone che ti fregano sempre, poco o tanto. Da quando sono in Bulgaria mi è sembrato di tornare ragazzo, la prima volta che sono arrivato sembrava uscita dalla seconda guerra mondiale, tutto era in rovina, come dalle mie parti negli anni ’50. Ho conosciuto personalmente sia l’attuale che il precedente Ambasciatore, entrambi alla mano, specie Corticelli mio conterraneo e Benazzo, appassionato di treni, mio lavoro precedente. Negli uffici, mai trovato uno che parli italiano. Consiglio a tutti gli italiani di venire tranquillamente in Bulgaria.

Maurizio Brigidi

Pensionato